Il grido dei poveri

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APPELLO ai sacerdoti, comitati feste patronali, politici e laici delle città d'Italia.

Meno fuochi d'artificio, più compassione

La Casa per la nonviolenza rivolge un appello alle comunità cristiane e città d'Italia ad evolvere le feste patronali dallo spreco alla sobrietà compassionevole. Una innovazione nella tradizione che unisca nel progetto "Città e parrocchie ad energia solare" gli ideali altissimi della giustizia sociale, pace mondiale ed ecologia profonda.
15 aprile 2006 - Matteo Della Torre (Casa per la nonviolenza, associazione di ispirazione gandhiana.)
Fonte: Il grido dei poveri, mensile di riflessione nonviolenta.

(Appello ai sacerdoti, Comitati Feste Patronali, politici e laici delle città d'Italia).

Fuochi d'artificio

A San Ferdinando di Puglia, in provincia di Foggia, 15 mila cittadini festeggiano il santo patrono spendendo più di 60 mila euro (19.866 euro per spettacoli musicali, 14.700 euro per i fuochi d'artificio, 11.700 euro in luminarie, e così via sprecando).
Un pò per pigrizia, un pò per superstizione, gli ossequenti alla tradizione ogni anno elargiscono i quattrini necessari ad una festa patronale anacronistica ed immobile, trasudante paganesimo festaiolo. Una solenne occasione di controtestimonianza cristiana.

Il tradizionalismo è un bulldozer

Per i prosternati al "si è fatto sempre così" il tradizionalismo conta più del Vangelo. Non importa in che secolo si vive, si ignorano i segni dei tempi con i quali l'homosfera e l'ecosfera lanciano segnali allarmanti di sofferenza e debolezza.
Poco importa se a Mandala, un villaggio nei pressi di Calcutta, Sofia, 12 anni, per la disperazione si è impiccata, perché non mangiava da una settimana e la madre non aveva neppure una rupia (l'equivalente di 2 cent. di euro) per comprarle un pò di cibo.
Men che meno interessa la sofferenza ecologica del pianeta, gli avvertimenti dei climatologi sul riscaldamento globale da accumulo di gas serra, la frequenza e distruttività degli uragani.
E' trascurabile che nel mondo si allarghi il divario tra gli scandalosi privilegi dei ricchi, che diventano sempre più ricchi, e le assurde sofferenze dei poveri, ridotti in uno stato di sempre maggiore povertà e degrado.
Il rullo compressore dell'ingiustizia

Se per mantenere queste disuguaglianze si combattono guerre sanguinose contro chiunque si ribelli o metta in pericolo gli interessi economici dei paesi dell'opulenza, né turbamento né vergogna sfiorano il cuore indurito dei cultori del quieto vivere: "anima mia, riposati, mangia, bevi e datti alla gioia" (Lc 12, 19). La tradizione dei fuochi d'artificio, luminarie e baloccamenti vari è un bulldozer che passa sopra tutto.

Fuoco e follia

Immaginate di prendere 600 biglietti da cinquanta euro, ben 30 mila euro (solo la metà dei soldi scialacquati per una festa patronale). Legateli a mazzetto e con un paf di fiammifero consegnateli alle fiamme. Bloccate le conseguenze di questo gesto in un'immagine. Cosa vedreste? Due elementi: fuoco e follia. In pochi secondi una fiammata ha ridotto in cenere l'equivalente monetario di 750 giornate lavorative di un contadino meridionale, 4500 ore di lavoro. Ha vanificato la possibilità di salvare da morte per dissenteria medica con gli integratori salini 250 mila bambini, oppure guarire dalla lebbra 230 uomini, finanziare la costruzione di centinaia di cisterne o vasche per la raccolta dell'acqua piovana nei paesi colpiti dalla siccità, o ancora adottare a distanza per un anno 240 bambini poveri. L'elenco potrebbe proseguire a lungo.
Quante opere meravigliose si potrebbero realizzare con 30 mila euro. Tante quante ne suggerisce la generosità di chi ha il compito di gestire una simile somma. Consegnarla al fuoco stronca sul nascere ogni possibilità. L'atto piromane sarebbe considerato unanimemente l'opera di uno psicopatico. Se a compiere il medesimo gesto non è un individuo isolato ma un'intera comunità, il suo contenuto di follia viene ad essere diluito e distorto a tal punto dalla coscienza collettiva assopita da essere giudicato con favore. Perfino plaudito. Non certo dai poveri. Quelli che fame e disperazione rendono anche capaci di uccidere i figli che non possono più nutrire, che mangiano resti di cibo nelle discariche o carogne di cani. Queste vittime della miseria sono derubate ogniqualvolta un uomo o la collettività nelle sue dimensioni micro, meso e macro, va oltre i suoi bisogni fondamentali, appropriandosi arbitrariamente di quanto altri necessitano per vivere. E' l'elementare dinamica alla base di ogni ingiustizia sociale. La miseria disumana non è una fatalità, ma la diretta conseguenza di una lunga catena di egoismi individuali e comunitari. Gli enormi sprechi delle feste patronali sono un lampante esempio di egoismo comunitario, un beffardo pugno nello stomaco ai nostri fratelli poveri.

I sacrifici umani dei devoti

Fame, bambina somala

Un filo rosso lega i sacrifici umani delle religiosità primitive, quelli umani ed animali degli indù per compiacere la dea Kalì, il barbaro rito del lancio della capra dal capanile della chiesa durante la festa del santo patrono (che, ancor'oggi, sopravvive a Manganeses de la Polvorosa - Castilla Leon - un piccolo paese nel Nord della Spagna) agli enormi "sacrifici" di denaro sperperati per ingraziarsi il santo patrono.
Al contrario di ciò che si può credere, in occidente i sacrifici umani non sono scomparsi. La religione dei devoti li celebra ancora, ma i riti truculenti e il sangue sono stati allontanati il più possibile, nel Terzo mondo! Cosa penserebbe uno dei milioni di bambini, "invisibili" agli occhi dei sazi, che sta morendo di diarrea se sapesse che l'equivalente monetario (donato o negato) di un solo botto potrebbe significare per lui la vita o la morte?
E poi, dopo aver consumato in nome della religione simili tradimenti del messaggio evangelico, col bel coraggio degli ipocriti si attribuisce la responsabilità di queste "esecuzioni capitali" al fato avverso, all'indolenza dei poveri, ai musulmani, ai "governi corrotti", a Berlusconi plurimilionario, a Bush guerrafondaio, al callo dolente della zia..., a tutti fuorché ai nostri atti di iniquità individuale e collettiva.
La superstizione pagana è scambiata per vera devozione. Munifici oboli per i fuochi d'artificio assicurano per un anno la protezione del cielo sui propri lucrosi affari, e, perché no, una caparra per il Paradiso.
Ogni religione, muovendo da una sana autocritica, ha il compito di purificare le proprie espressioni spirituali. Tra i numerosi e diversi aspetti negativi del cristianesimo da riformare, superando l'ostinata resistenza dei laici e i silenzi imbarazzanti del clero, c'è il modo di festeggiare i santi.

Le beatitudini "adesso"

E' quanto mai opportuna una educazione dei fedeli alle scelte cristiane coerenti al Vangelo attraverso una nuova catechesi. L'energia dirompente e rivoluzionaria delle beatitudini, il programma di vita dei cristiani, è celata sotto una spessa coltre di polvere, soffocata dal tanfo delle statue dei santi e dall'aria asfittica delle sacrestie.
Fame e disperazione

Per troppi secoli la chiesa ha spiritualizzato il messaggio delle beatitudini, ha rassicurato i ricchi e predicato ai poveri la rassegnazione.
Ma i poveri sono stanchi di attendere la conversione dei ricchi. Le scelte collettive di rottura con il passato e di cambiamento vanno fatte "adesso". Le beatitudini vanno rispolverate, rilette, vissute.
- ("Beati i poveri in spirito") Beata la comunità evangelica che si fa povera per lo Spirito, ("perché di essi è il regno dei cieli") perché grazie al suo stile di vita sobrio e alla cura che ha per il benessere degli altri, nella società scompaiono i bisognosi e tutti sperimentano l'amorevole premura di Dio Padre.
- ("Beati gli afflitti") Beati gli oppressi dalla violenza strutturale, schiacciati dall'ingiustizia sociale, economica, politica e religiosa, ("perché saranno saziati") perché - ad opera della comunità evangelica dei poveri per lo spirito - vedranno eliminata alla radice la causa della loro sofferenza.
- ("Beati i miti") Beati i deboli che sono stati espropriati di tutto, ("perché erediteranno la terra") perché la comunità evangelica restituirà loro piena dignità umana.
- ("Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia") Beati quelli che considerano questione vitale la restituzione della dignità all'uomo e la liberazione dall'oppressione, ("perché saranno saziati").
- ("Beati i misericordiosi") Beati quelli che operano abitualmente ed attivamente per aiutare gli altri, ("perché troveranno misericordia") perché troveranno aiuto da Dio e dalla comunità.
- ("Beati i puri di cuore") Beati coloro che hanno la coscienza limpida, che sono trasparenti con gli altri, ("perché vedranno Dio") perché faranno quotidianamente una profonda esperienza di Dio come Padre premuroso.
- ("Beati gli operatori di pace") Beati i pacificatori che lavorano per costruire e difendere la piena libertà e la felicità degli uomini, ("perché saranno chiamati figli di Dio") perché sono collaboratori di Dio alla sua opera creatrice.
- ("Beati i perseguitati per causa della giustizia") Beati quelli che sono fedeli alla comunità dinamica animata dallo Spirito delle beatitudini e per questo motivo vanno incontro alla persecuzione, in nome di Dio, delle rigide istituzioni religiose refrattarie all'azione dello Spirito, ("perché di essi è il regno dei cieli") perché Dio è dalla loro parte.

Ascoltiamo i vescovi

La nuova educazione del popolo alla festa religiosa si ispiri ai numerosi pronunciamenti dei vescovi sull'argomento. Riportiamo due annotazioni:
- La Lettera pastorale della Conferenza Episcopale Italiana, dal titolo "Il senso cristiano del digiuno e dell'astinenza" del 4 ottobre 1994, tra i comportamenti che "possono facilmente rendere schiavi del superfluo e persino complici dell'ingiustizia", annovera "le spese abnormi che talvolta accompagnano le feste popolari e persino alcune ricorrenze religiose".
- S.E. Mons. Salvatore Boccaccio, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino: al punto 2.4 lettera c) della lettera pastorale sulle Feste religiose, scrive: "Per eventuali spettacoli pirotecnici che pure costituiscono un elemento tradizionale della festa, si badi che non comportino spese eccessive. Lo stesso si dica per altri intrattenimenti e spettacoli".
Con mons. Tonino Bello rivolgiamo ad ognuno un appello ad intervenire nelle proprie realtà cittadine e comunità cristiane per riformare i contenuti della festa, perché si possa eliminare "lo spreco delle feste che si fanno in nome dei santi o col pretesto di onorarli".
Cambiamo radicalmente il contenuto della festa. Non si tratta di un esperimento di Pavlov. Non siamo costretti ad organizzarla adoperando i soliti schemi mentali. I discepoli del Nazareno sono portatori di un pensiero "altro", di un'utopia che riscalda, i cui fremiti non possono essere imprigionati negli spazi angusti del "si è fatto sempre così". Se attingeremo alla ricchezza della fede cristiana, se useremo un pizzico di creatività, se faremo appello all'intelligenza e a tutta la compassione di cui siamo capaci, ne scaturirà qualcosa di nuovo ed entusiasmante. L'intera creazione sussulta quando nasce qualcosa di nuovo sotto il cielo.

Una città solidale ad energia solare

Qui ha inizio la responsabilità dei membri dei Comitati Feste Patronali e dei sacerdoti che li guidano. Voi siete animatori della festa, non semplici notai della consuetudine. La volontà popolare può essere indirizzata dalle idee di poche persone sagge e motivate. Il vostro compito è di lavorare perché la festa divenga ogni anno migliore.
Sia chiaro che non si vogliono sopprimere le tradizioni; ma in luogo del radicale o/o (o tradizione o innovazione) si auspica la conciliante opzione e/e (innovazione nella tradizione).
Vogliamo consegnarvi un piccolo contributo di idee.
Pannelli fotovoltaici sul tetto dell'episcopio a Vienna

- Adottare il progetto "Città e Parrocchie ad energia solare" per dotare progressivamente le Parrocchie e gli edifici pubblici di impianti fotovoltaici di potenza tale da rendere le suddette strutture energeticamente autosufficienti.
A questo punto, interviene l'obiezione del politico, dell'amministratore o del burocrate, che gela sul nascere ogni entusiasmo: "Sì, l'idea è buona, ma non ci sono i soldi per realizzarla!". Ecco dove prendere i soldi: ridurre del 50% le spese per le attività tradizionali della festa patronale (fuochi, luminarie, bande...), destinando il corrispettivo risparmiato alla realizzazione di un impianto di pannelli fotovoltaici sul tetto, ad esempio, di una parrocchia, che produrrebbe energia elettrica rendendosi energeticamente autosufficiente (costo: 22 mila euro). Di anno in anno si estenderebbe il progetto ad altre strutture religiose e pubbliche.

Restituire ai poveri e prevenire la guerra

Al vantaggio ambientale della produzione di energia pulita va affiancata un'opera permanente di restituzione ai poveri, attraverso progetti sociali di autosviluppo nei paesi del Terzo Mondo, utilizzando i soldi spesi abitualmente per pagare l'energia elettrica che le parrocchie risparmierebbero. C'è di più. Una città con strutture pubbliche energeticamente autosufficienti contribuirebbe a diminuire la nostra dipendenza dal petrolio, con i conflitti e le guerre che questa soggezione porta con sé. Un modo straordinario per unire in un solo progetto la ricerca attiva di ideali altissimi quali giustizia sociale, pace mondiale ed ecologia profonda.
L'Italia è una nazione priva di risorse naturali fossili, ma irraggiata abbondantemente dall'energia solare. Diamo risposte concrete al problema della dipendenza italiana dall'energia estera, nel periodo di tempo consono a risolverlo, affrontandolo sin da oggi.

La festa degli entusiasti è diversa

Organizzare la festa patronale in modo nuovo, originale e pregnante non è un'impresa intentabile, a condizione che si facciano gli sforzi necessari per educare la gente al cambiamento di mentalità.
Occorre recuperare il senso autentico della festa, che è la celebrazione della presenza di Dio in mezzo agli uomini. La festa - scrive Lanza Del Vasto - è "entrare nell'entusiasmo. Entusiasmo significa che Dio è in noi. Dio è in noi ed è visibile". Questo significa fare festa. Con il nostro modo di festeggiare quale immagine di Dio comunichiamo? Quale entusiasmo sprigiona? Quale carica di rivoluzione cristiana veicola? Nel nostro paese c'è un'inflazione di feste, ma manca la festa. Sarebbe bello se ci chiedessimo cosa pensa il Principe della Pace del nostro modo di festeggiare. Non sono domande oziose. Sono il nocciolo del problema!
Ci auguriamo che l'appello della nostra minuscola associazione stimoli l'avvio di una discussione seria sugli sprechi della comunità cristiana nelle feste patronali. Il tempo è maturo perché sacerdoti, politici e laici mettano da parte ogni tiepida prudenza o fatalistica inazione e si adoperino perché la gioia festiva dei cristiani sia spezzata in atto di condivisione con chi è oppresso dall'ingiustizia e giunga là dove dilagano povertà e sofferenza.

Per sottoscrivere l'appello inviare un'e-mail con nome, cognome, città e provincia a: sarvodaya@libero.it

Prime adesioni:

1- Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, Italia.
2- Rocco Altieri, docente di Teoria e Pratica della nonviolenza, Università di Pisa.
3- don Tonio Dell'Olio, responsabile area internazionale LIBERA, associazioni nomi e numeri contro le mafie.
4- Enrico Peyretti, scrittore (Torino).
5- Dacia Maraini, scrittrice (Roma).
6- Chiara Castellani, ginecologa, AIFO, Kimbau (Congo).
7- Lidia Menapace, docente universitaria, fondatrice de "Il Manifesto".
8- Giovanni Salio, segretario dell'Italian Peace Research Institute, Centro Sereno Regis (Torino).
9- Luciano Capitini, Movimento Nonviolento, mediatore sociale nonviolento (Pesaro).
10- Paolo Moro, missionario nella Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire).
11- Mons. Vito Filippi, vicario generale Diocesi di Trapani.
12- Ufficio Pastorale Diocesi di Otranto.
13- don Antonio Ruccia, docente di teologia pastorale, (Bitritto).
14- don Enzo Amato, Direttore Centro Missionario Diocesano Mazzara del Vallo.
15- Matteo Della Torre (San Ferdinando di Puglia).
16- Mariella Dipaola (San Ferdinando di Puglia).
17- Carlo Casamassima, segretario provinciale "Verdi per la pace", (San Ferdinando di Puglia).
18- Domenico Cellamare (San Ferdinando di Puglia).
19- Luciana Cabisto (Messico).
20- Franco Borghi (Cento).
21- Olivier Turquet
22- Simona Borello (Torino).
23- Feliciana Scarcelli (San Ferdinando di Puglia).
24- Rosario Renna (San Ferdinando di Puglia).
25- Sabino Lopopolo (San Ferdinanando di Puglia).
26- Andrea Corren
27- Pasquale Russo (San Ferdinando di Puglia).
28- Vittoria Ingravallo (San Ferdinando di Puglia).
29- Tiziana Saracco (Montespertoli - Firenze).
30- Gardani Argia Romana (Parma).
31- Angela Vavosotto (San Ferdinando di Puglia).
32- Giuseppe Cacamo (San Ferdinando di Puglia).
33- Annalisa De Facendis (San Ferdinando di Puglia).
34- Pierangelo Monti, coordinatore Campagna Pace Uganda.
35- Francesco Frascolla (San Ferdinando di Puglia).
36- Luigi Cellamare (San Ferdinando di Puglia).
37- Salvatore Puttilli (San Ferdinando di Puglia).
38- Angela Renna (San Ferdinando di Puglia).
39- Giustina Diligenza (Arzano - Napoli).
40- Caterina Grande (San Ferdinando di Puglia).
41- Antonio Balestrucci (San Ferdinando di Puglia).
42- Giulia Distasi (San Ferdinando di Puglia).
43- Antonio Dipace (San Ferdinando di Puglia).
44- Giustina Memeo (San Ferdinando di Puglia).
45- Giovanni Benzoni (Venezia).
46- Michele Distaso (San Ferdinando di Puglia).
47- Luigi Daloiso (San Ferdinando di Puglia).
48- Ferdinando Dipaola (San Ferdinando di Puglia).
49- Lucia Giannaccaro (San Ferdinando di Puglia).
50- Luca Salvi (Marano - Verona).
51- Vincenzo Dipaola (San Ferdinando di Puglia).
52- Giacinto Cacamo (San Ferdinando di Puglia).
53- Massimo Mazzone (San Ferdinando di Puglia).
54- Luigi D'Apuzzo (San Ferdinando di Puglia).
55- Michele Antonio Capacchione (San Ferdinando di Puglia).
56- Pupa Garribba (Roma).
57- Teresa Stefania Dicorato (San Ferdinando di Puglia).
58- Giuseppina Di Conzo (San Ferdinando di Puglia).
59- Massimo Paoletti (San Ferdinando di Puglia).
60- Raffaella Di Conzo (San Ferdinando di Puglia).
61- Alessia Martinelli (Marano - Verona).
62- Silvia Dipace (San Ferdinando di Puglia).
63- Mario Di Lernia (San Ferdinando di Puglia).
64- Michele Dicorato (San Ferdinando di Puglia).
65- Patrizia Martinelli (Marano - Verona).
66- Valeria Bafunno (San Ferdinando di Puglia).
67- Raffaella Napolitano (San Ferdinando di Puglia).
68- Igor Neri Bolsi (San Ferdinando di Puglia).
69- Paola Marino (San Ferdinando di Puglia).
70- Giulia Calorio (San Ferdinando di Puglia).
71- Lorenzo Martinelli (Marano - Verona).
72- Ignazio De Lucia (San Ferdinando di Puglia).
73- Filomena Cassatelli (San Ferdinando di Puglia).
74- Giuseppe Bariletto (Terlizzi - Bari).
75- Potito Centolanza (San Ferdinando di Puglia).
76- Lidia Daluiso (San Ferdinando di Puglia).
77- Giulia Mastomauro (San Ferdinando di Puglia).
78- Maria Altomare Pomarico (San Ferdinando di Puglia).
79- Sandra Castellani (Marano - Verona).
80- Vincenzo Mastrangelo (San Ferdinando di Piglia).
81- Raffaele Carmine Armenio (San Ferdinando di Puglia).
82- Matteo Romano (San Ferdinando di Puglia).
83- Luigi Loscocco (San Ferdinando di Puglia).
84- Fabio Ragaini (Gruppo solidarietà).
85- Raffaella Daddato (San Ferdinando di Puglia).
86- Paola Mancinelli.
87- Vincenzo Mazzilli (San Ferdinando di Puglia).
88- Vincenza Galantino (San Ferdinando di Puglia).
89- Najat Noubail (San Ferdinando di Puglia).
90- Antonella Martini (Busseto - Parma).
91- Elena Pestillo (San Ferdinando di Puglia).
92- Alessandro Palmieri (San Ferdinando di Puglia).
93- Paola Lombardi (San Ferdinando di Puglia).
94- Antonio Liseno (San Ferdinando di Puglia).
95- Irene Guercia (Cerignola).
96- Marcella Bravetti, Associazione "donne mondo".
97- Sacchitelli Francesca (San Ferdinando di Puglia).
98- Alessandro Pizzi (Soriano nel Cimino (Viterbo).
99- Agnese Ginocchio, cantautrice per la pace (Alife - Caserta).
100- Leonarda Luceri (San Ferdinando di Puglia).
101- Maria Ede Adami (San Ferdinando di Puglia).
102- Alberto Maria Milazzo (Pesaro).
103- Agostino Palmitessa (San Ferdinando di Puglia).
104- Antonio Abbattista (San Ferdinando di Puglia).
105- Maria Marangelli (San Ferdinando di Puglia).
106- Francesco Palmitessa (San Ferdinando di Puglia).
107- Fiamma Lolli (Perugia).
108- Giulia Mastrangelo (San Ferdinando di Puglia).
109- Antonella Cristiano (San Ferdinando di Puglia).
110- Vincenzo Distefano (San Ferdinando di Puglia).
111- Cosimina Frontino (San Ferdinando di Puglia).
112- Savino Bonito (San Ferdinando di Puglia).
113- Alessandra Mambelli (Ferrara).
114- Rosa Serra (San Ferdinando di Puglia).
115- Maria Rosaria Russo (San Ferdinando di Puglia).
116- Floreana Giacomantonio (San Ferdinando di Puglia).
117- Sabina Mastrangelo (San Ferdinando di Puglia).
118- Anna di Biase (San Ferdinando di Puglia).
119- Biagio Dicorato (San Ferdinando di Puglia).
120- Sabina Gissi (San Ferdinando di Puglia).
121- Marinella Mavelli (Margherita di Savoia).
122- De Cristoforo Dora (Manfredonia).
123- Libero Tranapi (Manfredonia).
124- Giorgia Corianò (San Ferdinando di Puglia).
125- Giuseppe Di Terlizzi (San Ferdinando di Puglia).
126- Pasquale Fortunato (San Ferdinando di Puglia).
127- Giuseppe Abatino (Cerignola).
128- Michele Perchinunno (Cerignola).
129- Davide Cadaleta (San Ferdinando di Puglia).
130- Luigi Rizzitiello (San Ferdinando di Puglia).
131- Maria Poveromo (S. Severo).
132- Vincenzo Marinaro (Cerignola).
133- Vincenzo Del Vecchio (Foggia).
134- Leonardo Pinnelli (Trani).
135- Maria Teresa Stella (San Ferdinando di Puglia).
136- Raffaele Capacchione (Margherita di Savoia).
137- Francesca Fortunato (San Ferdinando di Puglia).
138- Vanna Lionetti (San Ferdinando di Puglia).
139- Maria Carmela Rongioletti (Lucera).
140- Lucia Rondinone (San Ferdinando di Puglia).
141- Salvatore Dargenio (Trinitapoli).
142- Catia Cristina Patella (Lucera).
143- Maria Jole Silvi (San Ferdinando di Puglia).
144- Damiana Rosa Raimondi (San Ferdinando di Puglia).
145- Maria Grazia Lauriola (Manfredonia).
146- Ciro Maffullo (San Ferdinando di Puglia).
147- Lucia Colasanto (Trinitapoli).
148- Anna Bafunno (San Ferdinando di Puglia).
149- Giuseppe Russo (San Ferdinando di Puglia).
150- Michele Dota (Foggia).
151- Rosa De Giorgi (Trinitapoli).
153- Maria Antonietta Federico (Cerignola).
154- Lucia Riontino (San Ferdinando di Puglia).
155- Mauro Camporeale (San Ferdinando di Puglia).
156- Anna Luana Pinto (San Ferdinando di Puglia).
157- Maria Brattoli (San Ferdinando di Puglia).
158- Maria Di Paola (San Ferdinando di Puglia).
159- Michele Giordano (San Ferdinando di Puglia).
160- Diego Zuccarini (Terni).
161- Giovanni Pinto (San Ferdinando di Puglia).
162- Rosaria Soldano (Trinitapoli).
163- Maria Scarpellino (Trinitapoli).
164- Nunzia Matera (Trinitapoli).
165- Teresa Caprioli (Trinitapoli).
166- Anna Franco (San Ferdinando di Puglia).
167- Salvatore Valerio (San Ferdinando di Puglia).
168- Domenico Lorusso (San Ferdinando di Puglia).
169- Simona Pinna (Cagliari).
170- Sterpeta Monopoli (San Ferdinando di Puglia).
171- Enza Bono (San Ferdinando di Puglia).

l'elenco completo è consultabile a pagina http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_16469.html

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